L’Amministrazione Nazionale degli Oceani e dell’Atmosfera, osservò nel 1976: i media si stanno divertendo un mondo con questa situazione. Ogniqualvolta c’è un’ondata di freddo, vanno alla ricerca di un sostenitore del ritorno del periodo glaciale e stampano le sue teorie sulle prime pagine... Ogniqualvolta c’è un’ondata di caldo... si rivolgono a un suo avversario, [che predice] una sorta di morte per caldo della Terra.
In altre parole, non c’è prodotto di cultura che mi sia estraneo. Non mi identifico con nessuno di essi al cento per cento, in modo totale e assoluto, e certamente non al prezzo di negarmi altri piaceri. Mi sento di casa dappertutto, nonostante non ci sia un posto (o forse proprio perché non c’è un posto) che io possa chiamare casa. Non è tanto questione di scontro tra un gusto (raffinato) e un altro (volgare), quanto tra l’essere onnivori e l’essere univori, tra la disponibilità a consumare tutto e la selettività schizzinosa. L’élite culturale è viva e vegeta; è più attiva e appassionata che mai.
Bauman, Zygmunt. Per tutti i gusti: la cultura nell’età dei consumi. Roma: Laterza, 2016.
C'è anche un piccolo, ma interessante paradosso. Possiamo affermare che questo tipo di natura, non curata e selvaggia, tipica dei nostri ambienti urbani, periurbani, suburbani e agricoli, che passa inosservata, è più selvaggia di un parco nazionale, perché attualmente questi vengono gestiti in modo molto scrupoloso. Il lago Crater, nell'Oregon meridionale, il parco nazionale più vicino a me, è un bellissimo esempio di paesaggio che sembra venire dal passato. Ma viene gestito molto attentamente. Uno dei problemi attuali è la moria di pini dalla corteccia bianca. Il pino dalla corteccia bianca è un enorme albero, bellissimo e carismatico, che cresce ad elevate altitudini e che attualmente ha dei grossi problemi di salute: la ruggine vescicolare, causata da un fungo introdotto, e il coleottero della corteccia. Per poterli gestire, il personale del parco sta piantando piantine di pino resistenti alla ruggine, anche in aree che sarebbero state normalmente gestite come selvagge. Stanno anche utilizzando repellenti contro i coleotteri in aree chiave, l'ho visto l'ultima volta che sono stata lì. Questo genere di cose è molto più comune di quanto pensiate. La gestione dei parchi nazionali è molto incisiva. La struttura e l'abbondanza della popolazione animale sono controllate. Gli incendi vengono soppressi oppure innescati. Le specie esotiche vengono rimosse, quelle autoctone vengono reintrodotte. Di fatto ho visto che il parco nazionale di Banff sta facendo tutte queste cose: sopprimere incendi, crearli, reintrodurre il bisonte, applicare dei radio-collari ai lupi. Mantenere l'aspetto incontaminato di questi luoghi è molto faticoso.
Marris, Emma, Nature is everywhere -- we just need to learn to see it. Alberta: TEDSummit, 2016.
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