Questo futuro non è destinato ad assestarsi, trasformarsi o cedere a semplici regole e aspettative. Sentirsi travolti, confusi, sorpresi e incerti è il nostro nuovo stato nei confronti del mondo perché ciò esprime la verità umana su di esso.
Siamo all’esordio di un nuovo paradosso: possiamo controllare il nostro futuro come mai prima d’ora, ma gli strumenti per farlo ci svelano il mondo come qualcosa che supera più di quanto credessimo la nostra capacità di comprensione. Disponiamo di una categoria per questo genere di paradosso: la meraviglia che per prima ha spinto gli umani a guardare avanti e a trasformarsi progressivamente in ciò che sono.
Il “Daily Graphic” di New York del 15 marzo 1877 raffigurava in prima pagina “Le minacce del telefono - L'oratore del futuro”. Si vedeva uno scarmigliato Svengali in piedi ad arringare davanti a un microfono. Lo stesso microfono lo si vede anche a Londra, a San Francisco, nella regione delle praterie e a Dublino. Curiosamente i giornali dell’epoca vedevano nel telefono un loro rivale quale sistema public address, come sarebbe stato di fatto la radio cinquant’anni dopo. Ma il telefono, intimo e personale, è il medium più lontano dalla forma public address che si possa immaginare. Per questo le intercettazioni telefoniche ci paiono ancor più odiose che la lettura delle lettere altrui.
McLuhan, M., 1986. Gli strumenti del comunicare, Strumenti di studio. Garzanti Il Saggiatore, Milano.
In altre parole, non c’è prodotto di cultura che mi sia estraneo. Non mi identifico con nessuno di essi al cento per cento, in modo totale e assoluto, e certamente non al prezzo di negarmi altri piaceri. Mi sento di casa dappertutto, nonostante non ci sia un posto (o forse proprio perché non c’è un posto) che io possa chiamare casa. Non è tanto questione di scontro tra un gusto (raffinato) e un altro (volgare), quanto tra l’essere onnivori e l’essere univori, tra la disponibilità a consumare tutto e la selettività schizzinosa. L’élite culturale è viva e vegeta; è più attiva e appassionata che mai.
Bauman, Zygmunt. Per tutti i gusti: la cultura nell’età dei consumi. Roma: Laterza, 2016.
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