Possiamo affidare la selezione delle informazioni più importanti a dei professionisti? Quanto bravi sono i giornalisti a rintracciare e filtrare gli avvenimenti importanti? Il primo browser è comparso sul mercato l’11 novembre 1993 – dopo la bomba atomica è senza dubbio l’invenzione più fortunata del XX secolo. Sapete come si chiamava? ‘Mosaic’. Ma avete delle attenuanti: non ne è mai stata data notizia. In compenso, in quei giorni, in Germania al telegiornale si parlava della riforma del finanziamento ai partiti. Del presidente israeliano Rabin in visita a Bill Clinton. E della clavicola rotta del papa. Ciò significa che i giornalisti, e noi consumatori, non siamo dotati di un organo di senso che ci permetta di percepire la rilevanza.
Il nesso tra rilevanza e considerazione nei media è addirittura negativo: più clamore suscitano le notizie, meno sono rilevanti. Nel corso degli anni ho maturato una convinzione: ciò di cui non si parla, è spesso la cosa più importante!
Il carburante principale per accelerare il progresso del mondo è la massa di conoscenze utili che abbiamo accumulato, e i freni sono (a) la nostra mancanza di immaginazione, e (b) le scadenti leggi sociali che regolano le attività umane. La risorsa ultima è la gente - in particolare i giovani qualificati, armati di iniziativa e di speranza e che godono della libertà – che adopererà la propria volontà e l’immaginazione a proprio beneficio, e quindi, inevitabilmente, beneficerà non solo se stessa ma anche tutta l’altra gente.
Dopo molte discussioni, dibattiti e ricerche, ecco l’Oxford Dictionaries Word of the Year 2016: post-truth.
Post-verità è un aggettivo ‘relativo a, o denotante, circostanze in cui i fatti oggettivi sono meno influenti nel plasmare l’opinione pubblica rispetto agli appelli all’emozione e alle convinzioni personali’.
(…) Nel giro di un anno il termine è passato dall’essere relativamente nuovo all’essere ampiamente compreso, con un verificato impatto sulla coscienza nazionale e internazionale. Il concetto di ‘post-verità’ ha preso forma nell’ultimo decennio, ma quest’anno, nel contesto del referendum sulla Brexit nel Regno Unito e delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, il dizionario Oxford ha registrato un picco nel suo utilizzo, quasi sempre associato a un particolare sostantivo, nell’espressione ‘politica post-verità’.
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