Nel 1872 Jules Verne pubblica un romanzo che ancora oggi, oltre 140 anni dopo la sua prima pubblicazione, tutti conoscono e apprezzano per la sua forza evocativa: Le tour du monde en quatre-vingts jours. La storia narra le vicende di Phileas Fogg, un ricco galantuomo londinese abitudinario, sedentario e riservato. Il 2 ottobre 1872 Fogg lascia la sua residenza di Saville Row e si reca al Reform Club. Come ogni giorno, alle undici e mezzo raggiunge la sede del club dopo aver percorso 575 passi.
L’enigmatico protagonista si lascia coinvolgere in una discussione con alcuni soci del club che, partendo dai recenti avvenimenti, in particolare il furto di 55’000 sterline, discutono sulla facilità per il ladro di dileguarsi in un mondo sempre più piccolo. Phileas Fogg finisce con l’accettare la scommessa lanciata dal Signor Stuart e sostenuta dai colleghi Fallentin, Sullivan, Flanagan e Ralph. I gentlemen scommettono ventimila sterline sull’impossibilità di compiere il giro del mondo in 80 giorni.
Il protagonista parte da Londra la sera stessa, dove torna vincendo la scommessa 80 giorni dopo, il 21 dicembre. Per portarlo a termine, Fogg utilizza una varietà di mezzi di trasporto, dai piroscafi alle ferrovie, dalle carrozze agli yachts, fino alle navi da carico, slitte e persino elefanti; ogni tappa è arricchita da imprevisti e avventure insolite, grazie anche alla tenacia di Fix. L’ispettore è infatti convinto che Fogg sia un ladro di banche e lo segue lungo tutto il viaggio nel tentativo di arrestarlo.
Oltre alla versione scritta, va ricordata anche la versione teatrale della storia, un adattamento realizzato da Verne e Adolphe d'Ennery. Il 7 novembre 1874 si tiene al Théâtre de la Porte-Saint-Martin di Parigi la prima rappresentazione dell’omonimo spettacolo, che riscuote anch’esso un immenso successo, tanto da essere proposto ininterrottamente fino al 10 novembre 1878.
Complessivamente, il libro e la sua versione teatrale hanno saputo ispirare una moltitudine di generazioni di viaggiatori e hanno segnato un momento di rottura rispetto alle dinamiche del passato. Con la pubblicazione del volume di Verne e l’avvincente trasposizione teatrale, si assiste a un interesse crescente nei confronti del tema: il giro del mondo diventa una competizione tra realtà e narrativa a cui partecipano personaggi immaginari, giornalisti, autori e semplici girovaghi.
Il celebre poeta e regista francese Jean Cocteau, affascinato dalle avventure di Fogg, realizza il giro del mondo tra il 28 marzo e il 17 giugno 1936, scrivendo a tal proposito: “Il capolavoro di Jules Verne, con la copertina rossa e oro da libro di premio, la commedia che ne hanno tratta, dietro il sipario rosso e oro dello Châtelet, hanno eccitato la nostra infanzia e ci hanno dato, più che la vista di un mappamondo, l'amore delle avventure e il desiderio di viaggiare” (Cocteau, Jean. Il mio primo viaggio. DeAgostini, 1964).
Resi famosi dal celeberrimo Phileas Fogg, i globetrotters hanno vissuto una stagione d’oro nei primi decenni del Novecento, un periodo caratterizzato da rapidi progressi tecnologici e una crescente curiosità per l'ignoto. Globetrotters di ogni estrazione sociale si sono lanciati verso orizzonti sconosciuti con entusiasmo e talvolta molta incoscienza. Fantasiosi e intrepidi, hanno realizzato le spedizioni più improbabili con mezzi spesso improvvisati, contribuendo essi stessi al consolidamento globale di un nuovo immaginario e di un nuovo modo di concepire il viaggio.
Maggiori informazioni: https://museumoftravel.org/index.php/it/explore/library/3134-repertorio-dei-globetrotters-1850-1945