Può a prima vista apparire improbabile che si continuino a creare leggende - e addirittura leggende metropolitane - in un’epoca di alfabetizzazione diffusa, di rapide comunicazioni di massa, di viaggi frequenti. Mentre i nostri antenati pionieri dovevano forse basarsi sulle tradizioni orali per trasmettere notizie riguardo al mutare degli eventi o ai pericoli della frontiera, di certo noi non abbiamo più bisogno di semplici resoconti “popolari” di quello che accade, con tutta la loro tendenza a distorgere i fatti. Basta però un momento di riflessione per ricordarci quante storie, quante voci — strane, affascinanti, ma prive di qualsiasi verifica — giungano di continuo alle nostre orecchie: assassini e pazzi in libertà, esperienze personali drammatiche o divertenti, prodotti di fabbrica poco sicuri, e molti altri misteri senza risposta della vita quotidiana. A volte ci ritroviamo di fronte a differenti versioni orali di queste storie e occasionalmente ci può capitare di leggere articoli su fatti di questo tipo su giornali o riviste; ma di rado troviamo, o cerchiamo, una documentazione attendibile. La mancanza di una possibile verifica non attenua minimamente il fascino che le leggende metropolitane esercitano su di noi. Le gustiamo semplicemente in quanto storie e tendiamo a dar loro ascolto almeno in parte come a racconti degni di fiducia. Le leggende che noi raccontiamo, come tutto quello che fa parte del folklore, riflettono molte delle speranze, delle paure e delle angosce del nostro tempo.
Come scrittore, io possiedo un alto grado di intelligenza, ma come tecnico la mia intelligenza è scarsa: questo che cosa significa, che sono un genio o un idiota? La risposta è: né l’uno né l’altro. Ho soltanto maggiori capacità in un campo rispetto ad un altro, come tutti gli esseri umani.
Come abbiamo visto in tutto questo libro, i dark data possono generarsi in un illimitato numero di modi, che possono essere accidentali, ma possono anche essere intenzionali: talvolta le persone tentano di nascondere la verità presentando il materiale in un certo modo. Prestando sufficiente attenzione potremmo essere in grado di scovarla, e una strategia in genere utile consiste nell’esaminare i dati da un angolo diverso. Un cibo può essere descritto come ‘con il 90 per cento di grassi in meno’, il che potrebbe sembrare meraviglioso, ma forse solo perché l’alternativa equivalente: ‘con il 10 per cento di grassi’ non suona altrettanto bene. In modo simile, una cura medica o una scelta di vita potrebbe essere descritta come soluzione che dimezza il rischio di contrarre qualche malattia, ma se i numeri mostrassero che questa riduzione del rischio consisteva in realtà nel passaggio dal 2 per cento all’l per cento, l’interesse diminuirebbe immediatamente (entrambi potrebbero essere considerati così piccoli da essere irrilevanti). Questo concetto è forse reso ancora più chiaro rigirando le cifre in modo che la luce risplenda maggiormente su di loro: un incremento dal 98 al 99 per cento della possibilità di evitare le malattie non sembra destare particolare interesse.
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