Dal tratto alla parola

Fuori piove. Il rumore dell’acqua accompagna i lavori che conduco nello studio di casa. Sul divanetto, poco distante, è distesa Isabelle, 10 anni appena compiuti. Come il fratello Julian, è assorbita dal libro che sta leggendo da alcuni giorni, ignara delle gocce di pioggia che suonano ritmi sfrenati sul tetto o delle sonorità meno poetiche provenienti dalla tastiera del mio computer.

Ogni tanto, in corrispondenza con i disegni che accompagnano il testo, alza distratta gli occhi verso la finestra. Fuori è buio; facile intuire come lettere e parole creino disegni e personaggi sulla lavagna nera circoscritta dal vetro. Uno spazio o uno specchio in cui elaborare linee e dar sfogo alla propria fantasia, finalmente libera dai quadretti impressi nei quaderni di scuola.

Non posso che invidiare gli innamoramenti scaturiti dai primi libri e i ricordi che vi fanno da corollario, quelli descritti tanto bene da Proust nel saggio Sulla lettura. Pagine che ci hanno permesso di navigare verso mondi lontani, reali o meno che fossero: Hogwards, le Terre di Mezzo, Narnia, sono solo alcuni toponimi letterari che rievocano avventure epiche e incontri inaspettati con eroi, principi, draghi, nazgûl o pirati.

Nel mio caso, il primo innamoramento di un libro, devo dire piuttosto tardivo, è stato in compagnia dei personaggi paradigmatici descritti da Robert Louis Stevenson nel celeberrimo volume intitolato L’isola del tesoro. Mi sembra ancora di percepire l’odore un po’ stantio delle pagine ruvide di un libro che aveva sicuramente vissuto tempi migliori. Rattoppato qua e là da pezzi disconnessi di nastro adesivo, era il risultato di una forma embrionale di bookcrossing.

I temi dell’esplorazione, del viaggio e della scoperta mi hanno accompagnato per anni nelle letture di piacere, condizionando – più tardi – anche il mio indirizzo accademico e invitandomi ad approfondire le tematiche geografiche implicitamente presenti in queste opere, a conferma di quanto queste narrazioni a prima vista scevre di significato possano contribuire a farci crescere e maturare.

Roland Hochstrasser, 2022

Forme e ritmi della lettura nel Cantone Ticino. Fasc. 3 : Dal tratto alla parola. Osservatorio culturale del Cantone Ticino, 2022.
https://bibliotecadigitale.ti.ch/permalink/f/1opl5db/41CSI_CUMULUS_LBD_QUADERNI_DCSU1242 

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