Negli ultimi anni la filiera culturale ha vissuto un profondo mutamento, complice l’affermarsi di nuovi modi di produrre, diffondere e consumare l’informazione. Anche nel settore bibliotecario, le dinamiche globali hanno comportato una notevole mutazione dei prodotti e dei servizi storicamente affermati. Le biblioteche cambiano e di riflesso evolvono anche gli strumenti da loro offerti. Le parole d’ordine, oggi, sembrano essere convergenza, digitalizzazione, messa in rete, reference: al di là della moda, quali prospettive e quali problemi pongono queste nuove dinamiche?
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Negli ultimi anni si stanno sviluppando offerte che cercano di allargare la portata dei progetti educativi nelle biblioteche, realizzando nuove e inaspettate sinergie con istituzioni che, pur vantando collezioni e archivi molto ricchi, hanno realizzato pochi strumenti per renderli accessibili. La convergenza in atto tra archivi, biblioteche e musei consente infatti di realizzare soluzioni che non si limitano all'aspetto catalografico, ma che integrano al loro interno una forte componente formativa e di valorizzazione del patrimonio culturale custodito dai singoli istituti. Il Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS), consapevole del grande potenziale derivante da queste sinergie, ha lanciato nel 2013 il progetto «Sàmara – Il patrimonio culturale del Cantone Ticino», che intende sviluppare strategie e strumenti per promuovere nuove sensibilità, facoltà e attitudini in rapporto al patrimonio culturale, pianificando un approccio coerente, aperto e multidisciplinare. Dopo una breve analisi del paesaggio culturale ticinese e della sua accessibilità, l’intervento si concentrerà sui punti principali che caratterizzano il progetto sàmara e sulle relazioni che intercorrono con l’universo delle biblioteche.
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Fino a pochi anni fa, il tema trattato dal convegno internazionale di studi Archivi etnolinguistici multimediali rasentava l’utopia. Come indicato nel 1973 dal Museo d’Arte e di Storia di Ginevra "Un inventario generale, purtroppo utopico, è la formula migliore per scoprire le ricchezze rimaste troppo a lungo sconosciute" (GARDIN 1973).
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La fotografia a Sud delle Alpi è una realtà composita che si intreccia con diversi fenomeni storici e sociali. Di riflesso la fotografia non è riconducibile unicamente a un archivio fotografico, ma anche al corollario di informazioni e documenti che ne descrivono i dettagli tecnici, i contenuti, la forma, l’intento e le modalità di fruizione. La fotografia è un ottimo esempio di meta-archivio, un concetto presente in diverse iniziative promosse dal SVPC. Il tema di fondo del nostro intervento riguarda tre aspetti diversi e complementari che riguardano direttamente i patrimoni fotografici ticinesi: la loro gestione, promozione e valorizzazione. In particolare, presentiamo il progetto di piattaforma catalografica, il progetto sàmara – il patrimonio culturale del Cantone Ticino, e infine il progetto di Museo Virtuale, cercando di evidenziare l’impatto e l’utilità di questi progetti nell’ottica della fotografia in archivio.
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