Possiamo affidare la selezione delle informazioni più importanti a dei professionisti? Quanto bravi sono i giornalisti a rintracciare e filtrare gli avvenimenti importanti? Il primo browser è comparso sul mercato l’11 novembre 1993 – dopo la bomba atomica è senza dubbio l’invenzione più fortunata del XX secolo. Sapete come si chiamava? ‘Mosaic’. Ma avete delle attenuanti: non ne è mai stata data notizia. In compenso, in quei giorni, in Germania al telegiornale si parlava della riforma del finanziamento ai partiti. Del presidente israeliano Rabin in visita a Bill Clinton. E della clavicola rotta del papa. Ciò significa che i giornalisti, e noi consumatori, non siamo dotati di un organo di senso che ci permetta di percepire la rilevanza.
Il nesso tra rilevanza e considerazione nei media è addirittura negativo: più clamore suscitano le notizie, meno sono rilevanti. Nel corso degli anni ho maturato una convinzione: ciò di cui non si parla, è spesso la cosa più importante!
- Dettagli
- Visite: 1653
Virocentrismo. Insieme di pregiudizi cognitivi e fallacie logiche che falsano la percezione dell’emergenza Covid. La prima impressione ricavata in un momento di forte inquietudine e paura - «il virus ci ucciderà tutti!» - persiste e si rafforza: il pensiero è inesorabilmente catturato dal virus e dalla sua circolazione, ogni ragionamento gira intorno all’eventualità del contagio e ogni rischio che non sia il contagio passa in secondo piano.
- Dettagli
- Visite: 1648
Il carburante principale per accelerare il progresso del mondo è la massa di conoscenze utili che abbiamo accumulato, e i freni sono (a) la nostra mancanza di immaginazione, e (b) le scadenti leggi sociali che regolano le attività umane. La risorsa ultima è la gente - in particolare i giovani qualificati, armati di iniziativa e di speranza e che godono della libertà – che adopererà la propria volontà e l’immaginazione a proprio beneficio, e quindi, inevitabilmente, beneficerà non solo se stessa ma anche tutta l’altra gente.
- Dettagli
- Visite: 1647
Diverse fantasie di complotto esprimevano ansia per il disastro climatico e l’inazione di fronte al problema. Ogni giorno, almeno prima che l’attacco di panico da Covid spazzasse via ogni altro tema, leggevamo titoli e vedevamo servizi su quanto fosse grave la situazione... e al tempo stesso vedevamo che non si faceva nulla.
- Dettagli
- Visite: 1646