Canestrini Duccio, Le tagliatelle in viaggio

'Nessun tour operator può, come noi, offrire a Djerba mozzarelle e pomodori freschi o tagliatelle. Gli operatori tedeschi, tecnicamente preparati, offrono prodotti che al cliente italiano, esigente e fantasioso, non piacciono.'(1) L'orgogliosa dichiarazione fatta qualche anno fa da Guglielmo Isoardi, amministratore delegato di Alpitour, è una pietra miliare sulla strada dell'insostenibilità. Colpisce soprattutto l'aggettivo 'fantasioso', riferito al turista italiano pastarolo. Perché invece è proprio la fantasia che manca a chi non sa apprezzare i gusti locali. Ora ditemi voi che senso ha intraprendere un viaggio per non cambiare, neppure temporaneamente, dieta e sapori. È fin troppo chiaro che di questo passo, a forza di esportare consumi e di prendere dovunque pasti e servizi omogeneizzati, 'la gente finirà per assomigliare sempre più a quella di qualsiasi altro paese. Senza più carattere, né bellezza, né ideali, né cultura,... niente di niente.' (2) E il fascino delle vacanze esotiche -Dio le salvi- sarà affidato alla qualità delle tagliatelle.


(1) Dove, maggio 1991.
(2) Paul Bowles, Il tè nel deserto, 1989.

Canestrini, Duccio. Andare a quel paese: vademecum del turista responsabile. Milano: Feltrinelli, 2004.

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